venerdì 29 maggio 2015

I COMUNI

Il Comune è una nuova forma di governo, formato da gruppi di cittadini ricchi come giudici e mercanti che volevano essere indipendenti dal potere imperiale.
 
I Comuni nacquero fra l’XI e il XIV secolo nell’Italia centrale e al nord.

I Comuni nacquero per due motivi: 
1) perché gli imperatori si erano indeboliti e non avevano più potere e autorità; 
2) perché c’era l’esigenza di formare nuove forme politiche, per mantenere pacifica la società di tutti i cittadini. 

Le città Europee non furono del tutto autonome perché erano sempre governate dai re; mentre i Comuni Italiani si dettavano leggi e avevano i magistrati che amministravano la giustizia e imponevano le tasse. 
Nelle città Europee gli abitanti erano mercanti e artigiani. Nei Comuni italiani la popolazione era mercantile, ma anche aristocratica, uomini di cultura, proprietari terrieri e contadini.
I Comuni italiani votarono fino dal XII secolo per sottomettere il contado, cioe il territorio intorno alla città.
L'assemblea cittadina veniva chiamata arengo (parlamento) ed era formata dalla popolazione maschile che doveva fare il servizio militare.
 Erano esclusi i servi, i non cristiani, le donne e i senzatetto cioè i poveri. L'assenblea eleggeva i consoli cioè coloro che governavano le città e prendevano decisioni importanti. I consoli erano di famiglia nobile e dovevano garantire sicurezza, pace e giustizia.

MIRELA HODZA e RICCARDO MANNINO

Lo sviluppo delle città e dei commerci



All’esterno delle mura sorgono i borghi 

Nel medioevo, presso le mura sorgono piccoli insediamenti. Essi ospitano lavoratori e artigiani per difendersi e per fare affari. Fuori dalle mura si trovano i borghi e i suoi abitanti sono chiamati burgenses. Vengono costruite nuove mura per racchiudere borghi esterni e centro antico che erano fonte di ricchezza.


Cresce la popolazione delle città


Le città medievali erano molto grandi però nel XII e XIII secolo dovettero allungare le mura perché la popolazione stava aumentando. Con la crescita demografica molte famiglie erano troppo numerose per quello che producevano e allora dovettero andare in città, dove poca gente trovava un lavoro redditizio. Gli immigrati venivano accolti con gentilezza e si godevano la libertà cittadina.

 
 Massimiliano Lorenzini 
Gaetano Zanfardino
 Luigi Mangiacapre

LA CIVILTA' COMUNALE


Alla fine del XI secolo molte città italiane formarono una nuova forma di autogoverno: il Comune.
Le città italiane, visto che l’imperatore era lontano, decisero di non pagargli più le tasse; mettendo così i soldi in comune. Si dettero anche leggi proprie, amministrarono la giustizia e batterono moneta.
A differenza delle città europee, i Comuni italiani estesero i campi oltre la città, avevano una popolazione più varia, ma soprattutto non pagavano le tasse all’imperatore. 

I Comuni misero inizialmente a capo del governo due consoli, che si guardavano a vicenda, per non prendere troppo potere. Restavano in carica per poco tempo circa sei mesi o un anno, sempre per il solito motivo.
Però, alla fine i due consoli presero potere, quindi a capo del Comune misero un podestà, che doveva essere straniero, per non agevolare le famiglie più importanti e ricche. 

Nel corso del Duecento nei comuni si formarono gruppi politici, le fazioni, che si scontrarono in molte guerre urbane, per il controllo della città. Le fazioni lottavano per essere amesse alle più alte cariche di governo.



Elmir Coko, Alessio Lo Vetere, Joshua Guerrazzi, Cosimo Pittaro.