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martedì 25 novembre 2014

La guerra per riprendersi l’albero di mele



                La guerra per riprendersi l’albero di mele

Tanto tempo fa un soldato che era stato in guerra ritornò nel suo pianeta Giri-Giri-Bu-Du per salutare la sua ragazza , che era un po’ sciocca .

Dopo aver salutato la ragazza sciocca andò a salutare il sagro albero di mele , ma in quel momento scoppiò una bomba che era stata messa dal nemico Comox .
Comox scappò con l’albero di mele nel suo rifuggio che si trovava in cima alla montagna, però per arrivarci si doveva attraversare “il bosco Vampiscuro “.

Il soldato e la ragazza sciocca si inviarono verso il bosco per chiedere informazioni
 sull’ albero ; trovarono dei vampiri e gli chiesero se avevano visto un grosso albero luminoso , con delle mele dorate sula chioma, i vampiri dissero che era andato da quella parte , ma però dovevano attraversare il villaggio degli orchi, delle sirene, …

Il guerriero e la ragazza sciocca proseguirono il loro viaggio per riprendersi l’albero di mele , però ad un certo punto spuntarono fuori gli orchi che gli bloccavano il passaggio.  
Il guerriero prese la sua spada e tagliò i terribili orchi a metà e la ragazza sciocca li buttava nel torrente.

Uccisi gli orchi andarono avanti e trovarono le sirene ; ammazzate le sirene arrivarono al rifugio di Comox ,il guerriero combattiede con tutta la sua forsa contro il nemico, alla fine Comox  mori con la spada conficcata nello stomaco.

Il prode soldato e la ragazza sciocca si ripresero l’albero e ritornarono a casa e vissero felici e contenti.
Alessio Volpini , Filippo Lavacca , Pietro Buttacavoli , Joshua Guerrazzi

mercoledì 12 novembre 2014

l'invasione dei fantasmi

Tanto tempo fa in un castello infestato dai fantasmi viveva una vecchia regina di nome Romea. 
In una casetta vicino al castello viveva un insegnante di magia che insegnava ad un mago imbranato di nome Aridal .
Un giorno dopo gli allenamenti di magia mentre il mago andava a dormire, si fermò nella biblioteca e mentre cercava di prendere un libro la biblioteca si aprì e comparve una stanza in cui c'era un altare, su cui era appoggiato un libro che raccontava del giorno in cui i fantasmi si sarebbero ribellati (sarebbe stato il 31 ottobre 1226).
Allora, visto che mancavano solo 3 giorni Aridal, invece di andare ai soliti allenamenti di magia,cominciò ad allenarsi con gli incantesimi del libro.           
In tre giorni diventò il mago più forte della regione Carteriana.
All' alba del 31 ottobre i fantasmi iniziarono la ribellione e Aridal si mise ad lanciare palle di fuoco, saette e  fulmini e invocare tornadi e bufere.
Il fantasma comandante rapì la regina e la portò in cima alla torre perchè voleva buttarla di sotto, ma Aridal lanciò una palla di fuoco e il fantasma morì. 
Ma la regina cadde dalla torre e il mago Aridal avrebbe voluto evocare la bufera per farla atterrare piano, ma dopo aver sconfitto il comandante dei fantasmi la tempesta non c'era più.
Quindi Aridal usò l'incantesimo per volare e prendere la regina Romea , ma non ci riuscì.
La regina morì per la caduta. Il mago, per il dispiacere, dette la sua anima vivente alla regina morta, così l'uomo morì in pochi secondi .
Al funerale chiamarono una banda musicale che con la sua musica magica intrappolò le anime dei fantasmi che unite formarono una anima viva che lo fece ritornare in vita.
Così lui e la regina si sposarono e vissero felici e contenti.

IL GIARDINO ABBANDONATO E IL PALAZZO REALE

Genoveffa era una vecchietta generosa perchè chiunque le chiedesse aiuto si offriva sempre volontaria per aiutare chi era in difficoltà.Viveva in un labirinto.
 Nelle vicinanze del labirinto c'era un vulcano chiamato "RUTTINO". Un giorno il vulcano eruttò e con la sua lava sommerse tutto il labirinto.
Perciò Genoveffa si trasferì in un giardino abbandonato, dove trovò subito rifugio in una grotta su un'altura. La sera quando scese a valle per cercare del cibo, dietro dei cespugli sentì dei rumori, erano delle voci umane. Genoveffa incuriosita dalle voci si recò dietro il cespuglio e scioccata svenne; era svenuta perchè non aveva mai visto una scena del genere: il cavallo che parlava. Al mattino si ritrovò in un palazzo reale, uscì dalla camera e iniziò a girare per il palazzo per rendersi conto di dove era finita. Dopo alcuni minuti sentì di nuovo le stesse voci della notte scorsa che provenivano dalle stalle.  Curiosa si affacciò e vide un cavallo pezzato, con la criniera bionda e le sfumature nere. Accanto al cavallo stava un bellissimo ragazzo biondo con gli occhi azzurri e muscoloso che stava parlando con l'animale. Genoveffa domandò al ragazzo chi fosse e lui le rispose che era il proprietario del palazzo e che proprio lui l'aveva salvata quando era svenuta nel giardino.
 Il ragazzo chiese perchè il giardino era distrutto, la vecchietta rispose: ''tanto tempo fa il giardino era popolato da: Troll, gnomi, fate... Qualche giorno dopo un fiume straripò distruggendo tutte le abitazioni e tutti gli abitanti che vivevano nel giardino".
Il ragazzo decise di unire il castello al giardino, con una specie di collegamento sotterraneo; i due iniziarono a costruire le mura ed a ricostruire le abitazioni che in passato erano state distrutte dall'esondazione. Alla fine il giardino e il castello furono riabitati da gnomi, elfi e unicorni e persone del labirinto. Genoveffa, il ragazzo bellissimo e il cavallo vissero per sempre felici e contenti nella loro grande dimora.

Claudia Guadagnino e Greta Cardinali

giovedì 6 novembre 2014

La scarpa di Garibaldi

C'era una volta un principe ingenuo che viveva in un castello.
Un giorno arrivò una strega dispettosa che bussò alla porta del castello perchè voleva fare uno scherzo al principe.
Gli disse che in una grotta nascosta avrebbe dovuto trovare una vecchia scarpa di Garibaldi che valeva tanti soldi.
Il principe, poichè era ingenuo, andò a cercare la grotta, ma non la trovò.
Il giorno dopo il principe andò a casa della strega, ma la strega non rispose.
A quel punto comincò a pensare che fosse uno scherzo e con il broncio sul viso tornò al castello, ma mentre stava tornado al castello fu sorpreso dalla strega.
La strega gli chiese se aveva trovato la grotta e il principe le rispose di no, allora la strega si mise a ridere e spiccò il volo verso la sua casa.
Il principe si chiedeva perchè quella strega fosse così solitaria, allora quando finalmente la trovò glielo domandò.
La strega gli disse che era sola perchè tutti gli amici che aveva li aveva persi perché aveva fatto loro le magie più mortali e brutali.
A sua volta la strega si chiedeva perchè il principe fosse così ingenuo e quando gli volse questa domanda, lui rispose che una strega di Notre Dame gli aveva fatto una magia e lo aveva reso un credulone .
Elia Seneca, Mattia Viciani, Francesco Giusti, Gaetano Zanfardino, Luigi Mangiacapre

Un Re Crudele e una Fata Dispettosa

C 'era una volta un re che abitava in un enorme castello,vicino a un bosco.
Il re era molto crudele, perchè in battaglia non aveva pietà per nessuno. Un giorno, mentre stava cacciando nel bosco con i suoi soldati, trovò una piccola casetta; curioso di sapere chi abitava al suo interno entrò e si nascose dietro al divano.




Vide che in quella casa abitava una fata.
Mentre stava uscendo la fata vide il re, allora provò a inseguirlo, ma senza successo.
La fata allora volle fargli uno scherzo.
Creò un uovo d 'oro che al suo interno era velenoso.
La fata corse subito al castello dal re, poi entrò nella stanza e gli disse che aveva trovato un uovo tutto d'oro che era buonissimo da mangiare.
Allora il re avendo molto fame gli dette un morso, ma il micidiale veleno lo uccise.
Questa storia ci insegna che non bisogna fidarsi ciecamente delle altre persone e specialmente degli estranei.


Alessio Lo Vetere, Giuseppe Gallo, Elmir Coko, Massimiliano Lorenzini